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Ancona #primevolte

Ancona dal porto.
Ancona dal porto.

Questa, ammetto, è una delle #primevolte che più rimarrà impressa nella mente.
Ancona sarà sempre la città delle conquiste personali, dei progetti e dei sogni da realizzare.
Sarà il ricordo del primo viaggio in solitaria, a respirare ed assaporare le Marche a pieni polmoni.
E sarà la tappa di transito ogni qual volta che avrò bisogno della mia terra.
Con Italo infatti si raggiunge il capoluogo marchigiano in sole tre ore e, da lì, i collegamenti per il resto delle Marche sono a disposizione in un batter di ciglia.
Pensate che, per raggiungere Porto San Giorgio (che non è proprio vicinissimo) servono solo 45 minuti. Ti svegli a Milano e pranzi a Fermo insomma. Un sogno realizzato!

Ancona mi ha accolto martedì in tarda mattinata, con il treno che arriva da Ascoli Piceno, in una calda giornata di sole.
La stazione centrale dista circa un km dal centro della città ma, una bella passeggiata sotto i portici ti fa respirare un luogo che è crocevia di culture e storia, che profuma di mille razze, con una moltitudine di lingue, sapori e volti.

Gli archi di Ancona
Gli archi di Ancona

Poi, quasi per caso, ti si pone davanti allo sguardo Porta Pia. E capisci che sei arrivato a destinazione e la città è pronta per lasciarsi scoprire.

Porta Pia
Porta Pia

La cosa che stupisce maggiormente di Ancona è il miscuglio di monumenti e luoghi urbani.
Costeggi il porto e le banchine si alternano al Lazzaretto e all’arco di Traiano, alzi lo sguardo e il Duomo si erge a guardiano.
Poi prendi una viuzza e ti ritrovi in piazze di rara bellezza e in angoli rubati a un sogno candido.

Il Teatro delle Muse è  il mio primo punto di riferimento, in Piazza della Repubblica. Con la sua facciata neoclassica e gli altorilievi delle nove muse è stato decisamente un valido Benvenuto. Ma la mia destinazione è diversa e proiettata verso una vietta nascosta che protegge un tesoro prezioso: la Loggia dei Mercanti e la facciata quattrocentesca ricca di sculture pre-rinascimentali di Giorgio di Matteo.

La Loggia dei Mercanti
La Loggia dei Mercanti

Rimango qualche minuto in contemplazione. Questo palazzo nacque in un periodo estremamente florido per la città (il 1442) e la vicinanza al porto è voluta proprio per gli intensi scambi commerciali che furono -e sono tuttora- pilastro nell’economia anconetana.
Il palazzo stesso voleva essere luogo di incontro tra i mercanti per trattare liberamente dei loro commerci. Le statue presenti sulle quattro colonne della facciata rappresentano le quattro virtù cardinali: speranza, fortezza, giustizia e carità. Nella parte centrale, il cavaliere araldico dello stemma di Ancona (quello in foto).

Proseguo il mio tour verso Piazza del Papa, così chiamata per la statua di Clemente XII che domina la visuale. Fu lui, infatti, a far rinascere nel settecento il traffico portuale di Ancona. Dai numerosi tavolini disseminati lungo tutta la piazza, la vista è piacevole. Sorseggiando un caffè, si noteranno anche il Palazzo del Governo, la chiesa di San Domenico e la Torre Civica. Il silenzio creerà la magia per rendere la prima sosta davvero suggestiva.

Piazza del Papa
Piazza del Papa

Ma io sto cercando qualcosa di preciso, qualcosa che fin da bambina il nonno mi raccontava e ritrovavo nelle guide e nelle cartoline della città: la fontana delle 13 cannelle.

Fontana delle 13 cannelle
Fontana delle 13 cannelle

Detta anche Fontana del Calamo fu costruita nel 1560 e si trova in Corso Mazzini (o Corso Vecchio), uno dei tre corsi commerciali paralleli della città (gli altri due sono Corso Garibaldi -o Corso Nuovo- e Via Stamira).
Leggenda dice che, se volete tornare ad Ancona, dovete bere l’acqua che sgorga da uno dei fauni di questa fontana. A me piace affidarmi un po’ alla sorte e un po’ a Italo.
Già che siete in Corso Mazzini due sono le tappe obbligatorie per il vero gourmet: il negozio/ristorante Bontà di Marche, in cui trovare numerosi prodotti gastronomici marchigiani e fermarvi per un pranzo veloce ma gustoso, e il Mercato delle Erbe. Accanto al mercato ricco di bancarelle che vi condurrà il Piazza Roma, sorge questo edificio in ferro e vetro, in stile liberty, costruito nel 1926 che ospita il mercato coperto cittadino.

Il Mercato delle Erbe
Il Mercato delle Erbe

La mia ricerca è motivata non solo dalla curiosità artistica ma anche perché l’ora di pranzo ormai incombe e lì accanto c’è la mia meta foodie.
Ho infatti deciso di dedicarmi al cibo da strada e, per questa volta, non cercare ristoro in un ristorante. Anche perché la giornata è talmente calda e il tempo talmente poco, che non ho voglia di rinchiudermi in un locale.

Decido quindi di pranzare nell’unico chiosco rimasto ad Ancona. Proprio accanto alla fontana delle 13 cannelle. Si tratta del Chiosco da Morena, tappa obbligata per gli amanti del pesce fresco.

Peccato che fino al 25 marzo sia chiuso per ferie. Quindi, se passate da Ancona dopo tale data, fermatevi e provate le tipicità ittiche anconetane. Altrimenti optate per le due varianti che vi ho appena elencato in Corso Mazzini.

Dal canto mio ho scelto una crescia da asporto e con le mani unte mi sono indirizzata verso il Passetto.

L’azzurro del cielo e il bianco candido del monumento ai Caduti hanno concluso la mia passeggiata lungo Viale della Vittoria, uno dei viali che collega le due estremità della città: il porto e il Parco del Conero.
Davanti a me, l’unico spettacolo che può sovrastare la magnificenza architettonica della città: il mare e il Conero sulla destra.
Alla fine del viale si arriva alla Pineta del Passetto e, percorrendo la scalinata del Monumento ai caduti (che regala scorci di rara bellezza) si giunge direttamente al mare.
La costa  è caratterizzata da grandi scogli pittoreschi e dalla presenza, alla base delle rupi, di una peculiarità della città: le caratteristiche Grotte del Passetto, scavate dai pescatori fin dalla metà dell’Ottocento per usarle come ricovero per le barche.

Le Grotte del Passetto
Le Grotte del Passetto

La spiaggia è caratterizzata da grandi scogli bianchi che formano insenature e canali molto apprezzati dai bagnanti. Alcuni scogli sono noti in città per la possibilità di tuffarsi nell’acqua alta; tra essi è conosciuto soprattutto “il Quadrato”. Circa 250 m a sinistra della scalinata si trova uno dei simboli della città: una roccia chiamata la “Seggiola del Papa” per la sua caratteristica forma.
È diffusa l’abitudine di pescare nelle vicine scogliere i moscioli, ovvero i mitili dell’Adriatico.
Al di sotto dell’ascensore è presente uno stabilimento balneare pubblico, con ombrelloni posizionati in un breve tratto di spiaggia sassosa artificiale.

E il naufragar m'è dolce in questo mar..
E il naufragar m’è dolce in questo mar..

Ho concluso così il mio pomeriggio, seduta placidamente vista mare, avvolta dalla natura e dai miei pensieri, in attesa delle 18 e del treno che mi avrebbe riportato a Milano, salutando Ancona e le Marche con un malinconico tramonto tra marmo e ferraglia.

Passetto

 

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