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Maremma, l’altra metà del cielo

gnudi Amo cercare similitudini, invece che differenze.
Come quando sono andata in Corsica e cercavo l’influsso pisano o genovese, ignorando la parlata francese.
Amo la Maremma dal primo istante in cui vi ho messo piede, 4 anni fa.
Parlo della Maremma, non della Toscana.
Parlo proprio di Grosseto, perché la preferisco a Firenze.

Perché un conto è andare in Toscana, e uno è andare in Maremma.
La Maremma per me è l’altra metà del cielo, il lato B delle Marche.
E’ il viaggio in macchina di notte per vedere l’alba a Marina di Grosseto.
E’ la musica di Eric Clapton che sottolinea il lato country del mio essere.
E’ la bellezza delle colline multicolore.
E’ confondermi, convinta di essere a casa.
E’ la porchetta, finalmente come piace a me.
E poi è il mare con la sabbia.
E’ la pineta a darmi il buongiorno e i grilli a sussurrarmi felicità prima di addormentarmi.
E’ una casetta piccina e la mia prima esperienza di campeggio.
Sono gli occhi del mio nonno adottivo e il suo “Ciao Topino”. Sono i tortelli della nonna adottiva e il suo avermi insegnato a tirare bene la pasta, così resta più elastica.
E’ il fatto che la ricotta è solo di pecora.

E’ il Rifrullo a Scansano e la dolcezza rude di Eugenio.
E’ l’esser bella con poco, perché conta ciò che sei, e il tacco alto non serve.
E’ il gelato al polline a Castiglione della Pescaia.
Sono i cantucci di Corsini, che riesco a trovare pure qui.
E’ il Morellino e il suo sapore bastardo come piace a me.
E’ la scansanese e il paesaggio che sa regalarti.
E’ l’Andana che libera i sogni di foodwriter.

E’ che le maschere cadono, e riesci essere elegante ugualmente pasteggiando a porchetta e bollicine.
E’ il mercato a Grosseto di giovedì.
E’ il freddo boia uscendo dalle terme di Saturnia.
E’ la campagna, quella bella.
E’ che quando sono lì, non mi serve altro.

GNUDI AL BURRO E SALVIA

Ingredienti
500 g di spinaci
250 g di ricotta di pecora
farina quanto basta
sale quanto basta
un pizzico di noce moscata
100 g  di burro
qualche foglia di salvia

Mettete a lessare gli spinaci in abbondante acqua salata per una decina di minuti. Scolateli e lasciate perdere il più liquido possibile (schiacciateli con una forchetta). Versate gli spinaci su un ripiano e tagliateli finemente, riducendoli il più possibile a pezzettini. Trasferiteli in una ciotola e unite la ricotta di pecora. Regolate di sale, se serve, e aggiungete un pizzico di noce moscata. Amalgamate tutto con una forchetta. Aggiungete un po’ di farina per poter lavorare comodamente l’impasto e formare delle palline (scegliete voi la grandezza ma senza esagerare). Infarinate anche l’esterno e lasciateli in un piatto con la farina (come si fa con gli gnocchi, per intenderci). Nel frattempo fate fondere il burro con qualche foglia di salvia e portate a bollore dell’acqua in cui lesseremo gli gnudi. Quando l’acqua inizia a bollire, salatela e gettate gli gnudi. Fate attenzione a maneggiarli, essendo molto delicati. Appena gli gnudi salgono in superficie sono pronti. Raccoglieteli con una schiumarola e conditeli con burro e salvia.

Ps: mettete qualche foglia di salvia anche nell’acqua di cottura degli gnudi per un profumo ancora più intenso.

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2 thoughts on “Maremma, l’altra metà del cielo

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