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E quel profumo di Liguria

gabbiano

Sento addosso l’estate, la sento sulla pelle; soprattutto ora che è notte, la finestra è aperta e sogno lo sciabordio delle onde.
E’ un periodo davvero intenso e pieno di realizzazione professionale. Ma c’è quell’attimo in cui vorrei chiudermi per 24 ore in una bolla magica e lontana.
Non per un motivo preciso, solamente per stare con me stessa, organizzando il tempo e l’agenda a modo mio, cadenzando lo scorrere del tempo tra un bicchiere di Pigato, un libro, una focaccia e una buridda (che ho una voglia matta di cucinare quindi preparatevi!)

E allora sogno di prendere il treno delle 7.35 per Ventimiglia quando il sole si è già alzato da un po’ e il caldo non è ancora impegnativo da gestire.
Sogno di vedere il mare dopo l’ennesima curva, e sogno il suo “Bentornata piccina”.
Sogno la borsa con dentro poco e niente: una gonna lunga, un costume colorato, i sandali comodi, la crema al lime, un bel libro da leggere.
Sogno di sentire quella cadenza che è dentro di me e che significa amore.
Sogno di riavere davanti agli occhi quel blu dannatamente vasto, che per me è embrionale, e passeggiare tra i caruggi sospinta da un profumo buono. E fare colazione con la focaccia, e impastarmi le mani, e leccare le dita felice.
Sogno la discrezione ligure, che mi piace da impazzire.
Sogno la pelle calda e il profumo di salsedine.
Sogno il pomeriggio sonnolento in compagnia di un libro.
Sogno l’ora d’oro, quando la spiaggia si svuota e rimango da sola con i miei pensieri. Chiudo gli occhi, accoccolata sulla sdraio come fossi in poltrona e ascolto il concerto del mare e dei gabbiani.
Poi sogno una doccia, la pelle umida e profumata, un vestito leggero, un bicchiere ghiacciato di Pigato e un fritto a regola d’arte.
E poi la notte.. e il mare sempre fuori..e sempre dentro.
Ho dedicato un tatuaggio al mare. E’ nascosto, segreto: come dita che si incastrano, come pelli che si trovano, come lui che sa di salsedine, come un tempo fugace ma rigenerante, come quel sospiro appagato.

Chiudo gli occhi, ascolto Paolo Conte e aspetto che il mare mi chiami.

 

 

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