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Què serà, serà.. tartare di salmone e lime

Tartare di salmoneAdoro i treni.
L’attesa, gli odori, i paesaggi che cambiano. Sono il mio passaporto per la felicità.
E il mio biglietto d’ingresso allo spettacolo più bello dell’anno: l’estate.
Perché è proprio appena il bel tempo fa capolino e le temperature diventano miti che scatta la voglia di viaggiare.
Scegliere una meta, quasi sempre verso il mare, una colonna sonora, un libro, quattro vestiti in croce, una moleskine sempre nuova e un profumo dedicato.

Ne ho presi un sacco e so già che altrettanti mi attendono perché ammetto, è il mio mezzo di trasporto preferito.
Quanti luoghi, quante emozioni, sempre verso una “prima volta”.
I primi treni erano verso la Liguria, verso Arma di Taggia.
Quello delle 18.00 che fuori luglio si faceva sentire.
E allora mi aspetto, ogni volta che salgo quelle scalette, che sia un treno per Ventimiglia quello che sto prendendo.
E quando da Milano torno a Pavia, non ho poi così voglia di scendere alla mia fermata; voglio fingere di addormentarmi e svegliarmi dopo Diano Marina. Così, per errore, per tornare indietro di qualche anno, quando le estati erano eterne e piene di attese e promesse.

Erano quei treni “destinazione paradiso”, quelli che ti portavano verso giorni incerti, leggeri e freschi, profumati di salsedine e sogni impalpabili, profumati di focaccia e zucchine turgide e gustose, del profumo dell’ascensore che ti dava il benvenuto.
Era quel treno che ti riportava in quel luogo per te sottopelle, tatuato nell’anima. Ero certa che ci sarei cresciuta ad Arma, con un gatto, un giardino pieno di pinoli in cui fermarmi a leggere la sera e il mare davanti, a farmi compagnia silenzioso.

Poi gli anni a concatenarsi, uno dietro l’altro.. sempre di più ma mai abbastanza per sentirsi grandi. E altri treni..
A inseguire chi ti ha insegnato che amare è una cosa difficile, con il suo profumo di basilico, da toccare appena per non rovinarlo.
E poi crescere e seguire una strada differente. E un’altra pelle che comunque doveva sapere di salsedine, se no non avrebbe funzionato.
Verso un altro mare, ma con il tuo sempre dentro, verso altri treni e altre stazioni.

Poi i viaggi in solitaria, ormai grande verso le Marche. Quel viaggio solo mio che ho paura di condividere con qualcuno.
Quel luogo che sto scoprendo piano piano e ho il terrore di concedere ad altri se non a chi amo veramente, perchè è come donare me stessa.
Proprio come i sentimenti, che ho sempre paura di regalare completamente. E allora mi trasformo il razionalità, che è più facile da gestire e tiene le persone un pochino più lontane. Proprio come si fa in treno, quando ti immergi nella tua musica o nel tuo libro per goderti quell’attimo tutto tuo e scomparire.

Ma capita che qualcuno incroci il tuo sguardo, e il suo profumo arrivi a te.
E ti distragga.
E inondi la carrozza su cui stai viaggiando.
E  ti rimanga impastato addosso.

 

TARTARE DI SALMONE E LIME

Ingredienti per 2 persone

2 filetti di salmone scozzese
2 lime
pepe rosa quanto basta

Tagliare il salmone al coltello, il più regolare possibile in modo da creare cubetti piccoli e simili. Metterlo in una ciotola
Spremere il lime sul pesce e mescolare bene.Aggiungere pepe rosa e lasciar riposare 30 minuti.
Tirare fuori dal frigorifero il salmone qualche minuto prima di servire. Impiattare aiutandosi con un coppapasta.

 

 

 

 

 

 

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