FOOD

Più facile a dirsi…

Il tovagliolo a sinistra

 

Mi capita spesso di soffermarmi sul concetto di facile e sulla sua reale realizzazione nel quotidiano.
E’ il lato “confort” che desidero dare alla mia vita.
Corriamo troppo, stiamo troppo dietro a problemi e persone, pensiamo esageratamente.

Allora, capita che io cerchi cose facili da fare.
Attenzione però, non intendo con questo definire scorciatoie o banalità.
Per facile intendo un gesto, un emozione, un piatto, che siano la mia coperta di Linus.
Siano quell’abbraccio di cui ho bisogno, quel cibo che mi rigeneri l’anima prima ancora che nutrirmi il corpo.

Nel suo bellissimo libro Home Cooking, Laurie Colwin descrive il cibo casalingo come qualcosa che rinfranca lo spirito e che vorresti trovare al tuo rientro a casa dopo una giornata terribile.

Nei momenti critici, quando lo spirito è esausto e il corpo affamato, il solito vecchio piatto è una consolazione.

Quando la gente è stanca e affamata non vuole affrontare pasti mentalmente impegnativi: desidera solo essere rincuorata da un cibo che faccia sentire, anche solo per un attimo, di essere al sicuro

Questo è esattamente il genere di semplicità che intendo.
La semplicità data da un sacco di certezze: quelle che sai che ci saranno sempre a tirarti fuori dalle tempeste emozionali, dai giorni bastardi, dalle litigate indesiderate, dalle parole troppo pesanti.

Il tovagliolo a sinistra

Troppi sono i problemi quotidiani da risolvere, troppe le gabole che ci ritroviamo impastate addosso come ragnatele che pensavamo di aver tolto, troppe le frasi che sfuggono dal controllo e arrivano quando non devono.
La semplicità è quella cosa da ricercare ogni singolo giorno, insieme all’ottimismo.

il tovagliolo a sinistra

Allora amo pensare alla mia lista di cose semplici che, anche il solo sfiorarle con la mente, mi rigirano la giornata in positivo:

un bagno caldo con il bagnoschiuma alla lavanda
una tazza di tè alla menta piperita
un piatto di spaghetti al pomodoro
le fotografie sparse in giro per casa
la musica nelle orecchie mentre viaggio
i colori dell’autunno che fanno parte del mio armadio
le candele accesse intorno alle 19
i libri da leggere sul divano
la pasta fatta in casa
il profumo di un dolce appena sfornato
i biscotti
le risate che nascono dal nulla
sognare e credere in quei sogni
i messaggi alle 2 di notte dalle mie amiche
il vino rosso che rende l’animo leggero
il panino con la mortadella (e sì!)
i miei fratelli e sapere che non sarò mai sola
una cena in un ristorante deserto
il mare dentro
il signore gentile che ti cede il posto al supermercato
un sorriso gratuito e generoso

 

Voi avete una lista di punti saldi per cui essere felici?
Quella lista di cose che vi fanno sentire subito meglio, che non cambieranno mai e che vi tireranno fuori dalle tempeste emozionali?

il tovagliolo a sinistra

Intanto vi lascio la mia ricetta degli spaghetti al pomodoro; ho fatto un test e ho provato a chiederli al ristorante.
Sono spaghetti al pomodoro, che ci va a farli?!?!
Risultati terribili, basilico inesistente, sapore invisibile.
Così me li sono fatti da me.
Ricordate che prima preparate il sugo, più avrà modo di assorbire l’aroma del basilico e farvi sognare.

il tovagliolo a sinistra

SPAGHETTI AL POMODORO E BASILICO

Ingredienti per 2 persone
80 g di spaghetti a testa (100 se non prevedete un secondo)
2 cucchiai di olio extravergine delle colline salernitane
2 spicchi di aglio
200 g di polpa di pomodoro
foglie di basilico

In una padella anti aderente scalda l’olio e gli spicchi di aglio.
Versa la polpa di pomodoro e amalgama bene l’olio fino a dare alla salsa una consistenza vellutata.
Regola di sale e aggiungi il basilico.
Lascia cuocere per una decina di minuti poi spegni il fuoco e lascia riposare il sugo coperto.
Porta a ebollizione abbondante acqua salata e cuoci gli spaghetti secondo il tempo di cottura indicato nella confezione.
Tieni un po’ di acqua di cottura, unisci gli spaghetti scolati al sugo e aggiungi 3 cucchiai dell’acqua tenuta da parte.

PS:
Invece di usare la polpa di pomodoro, potete incidere dei pomodori maturi, sbollentarli pochi minuti in acqua calda, pelarli e poi tagliarli a listarelle privandoli dei semi (io lo faccio d’estate quando i pomodori sono un’esplosione di sapore).

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4 thoughts on “Più facile a dirsi…

  1. io, quando penso alle cose semplici che portano alla felicità immediata, penso a quella sensazione di brivido e leggero bruciore sulla pelle quando il sole è forte.
    A quando scopro un vino che mi piace e che non conoscevo, e quando ascolto musica random e parte Amy Winehouse.
    Comunque, più “semplici” sono le cose, e più è facile sbagliarle… perchè a volte le prendiamo con superficialità! 🙂

  2. ahahahaha io in questo sono drammatica: da quando mi metto a letto la notte prima, mi sale l’ansia. Sarà perchè mi è capitato di perdere un volo e mi è rimasto il trauma…?!

    1. Ok, dobbiamo lavorare su questa cosa allora 🙂
      Il viaggio di ritorno più terribile è stato a Parigi.. 5 minuti prima che chiudesse il check in!

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