FOOD

Di gnocchi fatti in casa e gentilezza

Gnocchi fatti in casa

 

 

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza, sentimento che amo dal profondo, che apprezzo quando lo incontro e che cerco in maniera quasi maniacale nelle persone che mi circondano.
Non sto parlando di moine da quattro soldi o sorrisetti tirati che ben poco hanno a che fare con l’essere gentili.
Parlo di un aiuto spontaneo, un sorriso generoso a chi incrociamo per strada, alla porta lasciata aperta per far passare qualcuno prima di noi; gesti quotidiani insomma che non ci costano nulla ma che regalano molto.

Oggi è il giorno dedicato a tutto ciò, a quel sentimento che rigenera corpo e spirito, a quell’essere buoni senza pretendere nulla in cambio, a quella delicatezza d’animo ormai sempre più rara e che merita un decalogo, stilato proprio per invitare tutti ad essere più gentili.
Magari, leggendolo, ci si potrà rendere conto che non è nulla di complicato.

  1. Ascoltiamo di più. Cerchiamo di donare le nostre orecchie prima dei nostri pareri. Spesso le persone hanno solo bisogno di sfogarsi, ragionare a voce alta per arrivare in solitaria alla soluzione. E il nostro aiuto sarà ugualmente prezioso. Non dimentichiamoci però di ascoltare anche noi stessi, le nostre esigenze, i messaggi che il nostro corpo ci manda e noi trascuriamo. Anche perchè per diventare santi servono tre miracoli quindi è inutile impazzirci.
  2. Sorridiamo. Partendo dal presupposto che siamo più belli da incontrare e che l’inverno è già lungo abbastanza per rimanere pure imbronciati, regaliamo a noi stessi momenti migliori se li guardiamo con occhi più allegri e troviamo il bello nelle cose invece che sempre e soltanto il lato negativo. La vita è come una foto: se sorridi viene meglio
  3. Ragioniamo. La gentilezza è fatica, impegno, concentrazione. Quante volte ci arrabbiamo per niente e spariamo a zero parole che, poi, non tornano indietro. Allora, prima di nascondersi dietro un “e ma ti ho chiesto scusa” riflettiamo se è davvero così grave ciò che sta accadendo e richiede una dose massiccia di rabbia oppure basta sbollire.. e comunque, nel dubbio, stiamo zitti!
  4. Rispettiamo. Gentilezza è sinonimo di rispetto: delle idee, del lavoro, della sensibilità altrui. Viviamo in un mondo che sembra andare avanti solo con la regola del vince il più forte. E invece alle volte vince il gentile. Il resto è solo stronzaggine.
  5. Condividiamo. Possiamo anche tradurlo con donarsi nei gesti di tutti i giorni; possiamo aiutare chi amiamo anche solo con un piatto caldo al rientro a casa, con i vestiti già stesi senza che arrivi qualcun’altro a farlo, con i piatti lavati o la tavola sparecchiata. Iniziamo a pensare a km 0, prodigandoci per chi abbiamo accanto ogni giorno.
  6. Non inquiniamo. La Terra è una sola: siamo gentili anche con lei, che ci regala ogni giorno spettacoli da togliere il fiato, tavolozze di colori sempre diverse, atmosfere che da sole riempiono l’anima. Un luogo bello in cui vivere sarà il regalo più prezioso per chi verrà dopo di noi.
  7. Riutilizziamo. Ovviamente parliamo di riciclare ma anche di non sprecare. Non serve Expo per suggerirci di riutilizzare gli avanzi di un pranzo. Le nostre nonne lo facevano già diverso tempo fa; e allora, forse, è il caso di tirare il freno a mano per nutrire davvero il pianeta.
  8. Nutriamoci localmente. Oltre al sottolineare nuovamente il rispetto per il pianeta, il Manifesto della Gentilezza ci ricorda che mangiare locale e di stagione fa bene anche a noi, donandoci prodotti genuini, pieni di sapore e elementi nutritivi.
  9. Proteggiamo. Chi amiamo va protetto: le persone, gli animali, l’ambiente. Gentilezza e rispetto generano amore, quello incondizionato e vero.
  10. Viviamo con etica. Il punto 10 del decalogo è la naturale conseguenza dei punti precedenti. La gentilezza a 360 gradi dona un ambiente sereno in cui vivere, un luogo di cui godere le meraviglie tralasciando la rabbia o quantomeno incanalandola in qualcosa di produttivo.

Dal canto mio sono gentile? Ci provo.
Nonostante non sia vegetariana e non spenda ore a fare beneficenza, cerco di mangiare consapevole, limitando il consumo di carne e variando la mia alimentazione con tutto ciò che di buono offre la dieta mediterranea; cerco di offrire un ambiente pulito e sereno alla mia famiglia, nutrendola ogni giorno al meglio tra piccole indulgenze e camice stirate; cerco di stare con mia madre, mia sorella e mio nonno il più possibile, perchè loro sono le mie radici e vanno alimentate per poter avere fronde rigogliose; cerco di lavorare al meglio per garantire al resto della squadra la serenità di un lavoro ben fatto che non finisca per gravare sulle loro spalle; cerco di rispondere alle domande quando mi vengono poste perchè anche la cultura è un dono che va condiviso.

Siate gentili insomma, ne avete solo da guadagnare.

GNOCCHI FATTI IN CASA

Ingredienti per 4 persone

6 patate di media grandezza
farina quanto basta
sale quanto basta

Procedimento

Metti a lessare le patate senza pelarle in acqua salata. Infilzane una con i rebbi di una forchetta per controllarne la cottura: se entra senza opporre resistenza, scolale.

Lasciale raffreddare poi tagliale grossolanamente e schiacciale con uno schiacciapatate. Non serve pelarle perché la buccia rimarrà all’interno dell’utensile e ti basterà toglierla prima di mettere il pezzo successivo.

Quando saranno ben fredde aggiungi la farina poco per volta e amalgamala bene con le patate. Prosegui fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso.

Crea delle striscioline e taglia i tuoi gnocchi della grandezza desiderata. Decorali premendo leggermente con i rebbi di una forchetta. Cerca di mantenere il più possibile la stessa misura per ogni gnocco e lasciali riposare su una superficie infarinata intanto che prepari l’acqua per lessarli.

Cuoci in abbondante acqua salata e, appena salgono a galla, toglili con una schiumarola. Significa che sono cotti.
Condisci a piacere con una crema al formaggio, un ragù di funghi o delle verdure saltate.

 

 

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