cucina

Vanini e la passione per la sostenibilità.

Cioccolato Vanini

 

Una delle cose che mi ha lasciato Expo è stata la dolcissima scoperta del cioccolato Vanini.
Non voglio soffermarmi nuovamente sull’Esposizione Universale, su come è risultata e come poteva essere.
Ognuno di noi l’ha vissuta in funzione della propria sensibilità e ha percepito un messaggio differente.

Io ho immaginato il mondo che vorrei, quello che mi piacerebbe regalare ai miei figli, dovessi averne un giorno.
Vorrei che amassero la loro terra, l’Italia, e fossero consapevoli della fortuna che hanno avuto a nascere in uno dei più bei luoghi del mondo. Li farei girare, dal Piemonte alla Sardegna, e solo a quel punto, consci del loro essere, li farei partire verso luoghi un pochino più lontani, indispensabili ad aprire loro la mente.

Farei scoprire loro cosa significa mangiare di stagione, rispettare i regali del pianeta e come le piccole indulgenze possono proteggere e fare del bene.
Ed è qui che Vanini entra in campo.
Ho scoperto questa azienda in una delle mie ultime visite a Expo, durante una degustazione con Valverbe (altra azienda che apprezzo e di cui vi parlerò presto): a ogni tisana, era abbinato un cioccolato mignon.
Le scelte proposte erano tre: cioccolato al latte e sale di Trapani, cioccolato fondente al 62% e rosmarino, cioccolato fondente al 62% con pepe rosa e limone.
Li ho amati al primo boccone, ho cercato di scoprirli abbinandoli a tisane differenti e ho decretato il mio vincitore nel cioccolato e rosmarino.

Se dovessi scegliere un motto per questa azienda e i suoi prodotti di certo penserei a il bene genera bene.

Dovete infatti sapere che dietro questa golosa eccellenza c’è una bellissima storia di sostenibilità e di cura verso la materia prima d’origine.
Il cioccolato arriva dal Perù, da piantagioni accuratamente selezionate di cacao Bagua, coltivato già nel 3000 a.C. e utilizzato dai Maya per le loro bevande (non vi ricorda un po’ Chocolat e la sua magia?!?!).
La fonte di approvvigionamento della Vanini in Amazzonia è APROCAM, una cooperativa che tutela i piccoli coltivatori di cacao e li salvaguardia dallo sfruttamento, garantendo loro migliori condizioni lavorative e maggiori profitti.

Dalla collaborazione tra APROCAM e ICAM è nato un progetto per salvaguardare le persone, il pianeta e il palato, definito appunto 3P
Sostenendo i piccoli coltivatori di cacao, la quantità di materia prima non è sufficiente al fabbisogno internazionale.
E’ stato così realizzato l’intervento per individuare i migliori genotipi delle piante di cacao (per numero di fave, spessore del guscio e numero di frutti della pianta), catalogarle e incrementare la resa delle piantagioni che forniscono buone produzioni.
In questo modo si riesce a rispettare l’ambiente, la dignità e il lavoro umano e la richiesta del mercato.

Retro Cioccolato Vanini

 

E quindi questo è il cibo che vorrei per il futuro, qualcosa da condividere ogni giorno in nome della sostenibilità, dell’impegno di un’azienda per migliorare il pianeta e le condizioni di vita dei lavoratori.
Questo è ciò che vorrei che i miei figli imparassero ogni giorno a tavola.
Che la gentilezza che cerco di insegnare loro passa, soprattutto, da queste cose.

 

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