MYLIGURIA · TRAVEL

La mia Liguria: Arma di Taggia

Il tovagliolo a sinistra

C’è quel genere di amore di cui ho paura di parlare.
Quello che ti fa mancare il fiato, quello che è talmente radicato che al cuore manca un battito, quando ci pensi.
Ho scritto di un sacco di cose ultimamente, di luoghi, di piatti, delle mie Marche e anche un po’ del Veneto perchè arrivo anche da lì con una parte di sangue.

Ma c’è la mia terra di adozione, e, per quanto la amo, ne parlo troppo poco.
Forse è l’esserne stata adottata che mi ha reso così: schiva nei sentimenti.
Forse la magia si è compiuta e il silenzio ne è la riprova.
E invece amo a tal punto la Liguria che è giunto il momento di parlarne, di raccontarne la bellezza vista da dentro di me. Dalla mia pancia.

Arma di Taggia

La Liguria è per me il ventre materno. Sono nata troppo piccina, nel lontano ’79 e sono rimasta in incubatrice 3 mesi. A giugno, i miei mi hanno portato ad Arma di Taggia, perchè l’aria di mare mi avrebbe fatto bene e la nostra piccola residenza estiva era perfetta per rimettermi in forma.
I miei polmoni hanno respirato, per la prima volta, l’aria pura del mare e si è innestata dentro di me, indissolubilmente.
Sono cresciuta con sabbia e salsedine come baby sitter, con lo sciabordio delicato delle onde di notte, con i ravioli alla ligure e quella parlata che ha la ballata della nostalgia tra le parole.

Via Queirolo

Sono diventata grande passeggiando tra Via Queirolo e il Lungomare, scorrazzando fino alla fortezza e poi di nuovo verso il Porto, facendo merenda alla Gelateria Ligure.
Ho passato le serate estive dell’università a studiare con Erika e goderci la spiaggia, innamorandomi e piangendo con quel trasporto che solo a 18 anni si riesce ad avere.
Le prime cotte, le prime dita unte di focaccia, le prime serate leggere a suon di Pigato.
Tutto è lì, vicino ad Imperia.

Arma di Taggia

Ed eccomi di ritorno con mia sorella, qualche estate fa, a mostrarle casa nostra perchè lei era troppo piccola per ricordarsela bene.
E girare con lei di nuovo, a ricordare i primi approcci con il mare, a sentirla sussurrare “questo me lo ricordo”, a respirare nuovamente l’odore dell’ascensore che è Arma più di tutto, a brindare finalmente insieme con un Pigato ghiacciato e ridere spensierate.

Il tovagliolo a sinistra

E allora per me, quel mare nasconde il più grande tesoro del mondo, come recita il mio tatuaggio.
E quando dico che voglio una vita vista mare intendo proprio questo.
E vi invito a regalarvi due giorni di dolce far nulla; Arma è perfetta per concentrarsi su se stessi.
Inseguite l’estate anche nel pieno dell’inverno, trovatela dentro di voi.
Godetevi il mare a dicembre, non c’è niente di più meditabondo.

Il Tovagliolo a sinistra

Regalatevi tempo per oziare e leggere su una panchina con i raggi tiepidi del sole e il mare in sottofondo.
Sentitevi come nel Gran Tour, come si sentivano i poeti romantici inglesi quando arrivavano davanti a questo mare (ma ne parleremo meglio quando arriveremo verso Spezia), come se la vita fosse un respiro profondo e liberatorio.
Poi, la sera, andate a mangiare da Giuan e assaporate la semplicità ligure. E’ proprio questo, per me, la Liguria: semplicità invece che schiettezza.

DSC_0617

Arma di Taggia

Il loro cibo, i loro sentimenti, sono sinceri, privi di fronzoli e profumati di semplicità.
Amo la cucina ligure perchè è schietta, non mente. Proprio come il suo popolo: non aspettatevi fronzoli, non aspettatevi complimenti gratuiti. Godetevi quello che arriva e basta.

Le cose da assaggiare: i ravioli con borragine, la focaccia che ti lascia le dita unte e le labbra morbidissime e saporite, il vino bianco e i bianchetti -quando sono di stagione-, le olive taggiasche e l’olio su una fetta di pane.

Dove dormire: la ricezione alberghiera ad Arma di Taggia è ferma agli anni ’70, un po’ come in buona parte della Liguria. Io mi sono trovata bene all’Hotel Jean Marie ma vi segnalo anche l’Hotel Vita Serena, creato in una vecchia rimessa per barche e con frasi evocative sparse in giro

Che aspettate a coccolarvi?

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