FOOD

E se fossi un piatto?

Risotto al Ronchedone e barbabietola

Ricordo che da ragazza, in spiaggia ad Arma di Taggia con la mia amica Erika, facevamo un gioco.. Se fossi?…
Le opzioni erano infinite: se fossi uno strumento? se fossi una spezia? se fossi un rumore?
In realtà su questo giochino ho creato i profili delle Marchese del Gusto con piccole interviste ad hoc per ognuna.
Mi piace l’idea che le persone si raccontino attraverso similitudini; magari è più semplice paragonarsi al mare in burrasca piuttosto che definirsi anime inquiete.

Oggi, piovendo a dirotto, le idee per pranzo erano incentrate su risotti o vellutate, i miei comfort food per eccellenza.
Non amo la pioggia quando è incessante e taglia il volto come piccole lame, mi toglie la voglia di uscire e rende la giornata plumbea anche dentro di me.
Allora cerco la mia coperta di Linus e la trovo nei piatti che amo.
A pranzo però, ho osato di più.
Uno dei pregi che riconosco alla pioggia è che mi rende introspettiva e mi fa riflettere più del solito.

La macchina delle coccole personali era già in movimento ma, intanto che cucinavo, mi rendevo conto che stavo trasponendo me stessa in un piatto.
Giravo il risotto e, mentre le note di Miles Davis mi abbracciavano dolcemente e il vino rosso mi scioglieva i pensieri, prendevo coscienza del fatto che se fossi stata un piatto sarei stata proprio quello che stavo preparando.

Sono un risotto perchè con me bisogna avere pazienza e distacco.
Non si può attendere un tempo preciso come si fa con la pasta.
Bisogna lasciarmi cuocere a fuoco lento, senza mai allontanarsi troppo.
Serve dedizione e un sapore deciso, magari salino e minerale.
E il risultato sarà velluto confortante.

Ronchedone Cà dei Frati

Sono un Ronchedone.  Ogni donna è un vino: un fresco bianco, un profumato rosè, un rosso deciso.
Il Ronchedone di Cà dei Frati é di certo uno dei miei vini preferiti.
Intenso, persistente, profumato ma mai eccessivo, di un’eleganza sensuale e femminile.
Uno di quei vini di cui vuoi scoprire l’evoluzione.E, perché no, le conseguenze.

Sono una barbabietola perchè dolce il giusto ma con una nota acida. Qualcosa che fa bene ma non a tutti piace.

Il Tovagliolo a Sinistra

Il risultato è delizioso al palato. Io ho grattugiato la barbabietola dopo averla pelata a vivo, mantenendo solo la polpa in modo da sentirla alternarsi ai chicci di riso.
Il profumo dell’ortaggio insegue quello sanguigno del vino in un’armonia degna di un concerto jazz come si deve.
E voi che piatto siete?

RISOTTO AL RONCHEDONE E BARBABIETOLA

Ingredienti per due persone

due cucchiai di olio extravergine di oliva
mezza cipolla tritata finemente.
200 g di riso vialone nano
600 ml di brodo di pollo
un bicchiere di Ronchedone
150 g di barbabietola rossa grattugiata
burro quanto basta
parmigiano reggiano grattugiato.

Portate il brodo a bollore. Nel frattempo scaldate l’olio un una padella in acciaio e fate soffriggere la cipolla, dorandola leggermente. Aggiungete il riso e fatelo tostare a fiamma alta qualche minuti. Quando, prendendo un chicco tra le mani lo sentirete ben caldo, sfumate con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcool.
Abbassate la fiamma e aggiungete qualche mestolo di brodo fino a coprire il riso. Mescolatelo e lasciatelo cuocere dolcemente.
Quando il brodo è quasi completamente asciugato (fate attenzione che non si attacchi il riso però!) aggiungete la barbabietola grattugiata e bagnate nuovamente con il brodo fino a coprire il riso.
Completate la cottura (tempo totale circa 16 minuti) e, quando il riso è ancora leggermente umido unite il burro e il parmigiano per la mantecatura finale.
Lasciate riposare un paio di minuti il risotto poi servite.

 

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2 thoughts on “E se fossi un piatto?

  1. Allora sei il mio piatto preferito! Io invece… mmm… domanda difficile. Penso un biscotto, un frollino al cacao. Sai, di quelli che non puoi mangiarne troppi, meglio a piccole dosi 😀
    Però racchiude la dolcezza, il conforto della scioglievolezza del burro e la nota amara e secca del cacao.

    1. Che splendida immagine Arianna! Adoro i frollini al cacao e il contrasto tra la loro scioglievolezza e la nota più maschile.

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