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My Liguria: esserci davvero, ad Arma di Taggia

Arma di Taggia

Me lo ripeto come un mantra, come a convincermi della cosa: sono tornata ad Arma di Taggia.
Sono passati tre anni dall’ultima volta che sono stata qui con mia sorella e sono parsi interminabili.
Quindi, ho programmato il viaggio appena possibile, complice l’edizione di Meditaggiasca in concomitanza con la mia settimana di ferie (perchè sì, in ferie io lavoro lo stesso).

Ma ora sono qui, nella mia stanza con fuori il rumore del mare, il profumo di salsedine e quella parlata che tanto amo.
Quando sono arrivata, mi sono dovuta rendere conto che non ero dentro a uno dei miei soliti sogni.
Ero qui davvero.

Che suona assurdo se si pensa che non è New York ma un piccolo borgo della provincia di Imperia che chissà che cosa avrà mai di speciale.
Di speciale ha la mia vita, la mia storia, i ricordi e le persone.

 

Arma di taggia

Di speciale ha le tracce invisibili di piedi incerti sulla battigia, di mare ingurgitato nel tentativo di imparare a domarlo;
ha lo zucchero a velo che preannuncia la mia pasticceria preferita;
ha il profumo della sabbia quando sta per piovere;
ha il vociare di vespri da una chiesetta nascosta e l’ora di cena che si avvicina;
ha l’odore di inchiostro del giornale del nonno e dei quaderni con i compiti da fare.

Di speciale ha il primo morso dato a un raviolo di borragine;
ha le dita unte di olio e le labbra grondanti di desiderio davanti a una focaccia;
ha grissini lunghi e croccanti ma impalpabili come nuvole;
ha olive piccole ma decise che mangiate qui sanno di nostalgia;
ha la sogliola alla mugnaia a ricordare che la Francia è proprio a due passi;
ha pomodori succosi da mordere senza esitazione e lasciarsi avvolgere dal succo;

 

Arma di Taggia

 

Ha sogni spezzati ma ugualmente resistenti;
ha un cuore che batte sempre ostinato, dietro la speranza;
ha la strada di notte, fatta in macchina con la musica di Giorgia;
ha la sensazione di essere a casa davvero, e trovarvi pace;
ha il sorriso dolce di mia madre di ritorno dalla parrucchiera;
ha le ore sonnolente del pomeriggio e la sabbia cocente;

Ha Fabio Concato e le canzoni in dialetto genovese di De Andrè;
ha le litigate con mio fratello e le corse sul viale della stazione;
ha le ginocchia sbucciate e le dita sporche di nero alla ricerca dei pinoli;
ha il profumo di Felce Azzurra e le insalate fresche di mia madre;
ha case piccine e pensioncine vista mare;
ha il brivido del primo bacio dato di notte e del calore di due braccia che proteggevano dal mare;

 

Arma di Taggia

 

E ora, ho scoperto che ha la dannata nostalgia del passato, che per me è il luogo dei ricordi; ricordi e persone che si rincorrono, la cui mancanza toglie il fiato.
E’ difficile tornare ad Arma da sola, perché quei ricordi fanno fottutamente rumore e non ho nessuno con cui distrarmi e allontanarli anche solo per poco.
Ma è quel dolore che ho cercato volutamente, quella malinconia da affrontare una volta per tutte, per piangerci su tutta la notte, per cercare messaggi nascosti e trovar loro un significato, e in me finalmente la serenità che chi ci lascia non ci abbandona mai completamente.

Il tovagliolo a sinistra

E mi basterà tornare qui  per crogiolarmi nuovamente in quell’abbraccio caldo e accogliente e in quegli occhi grigi pieni di fiducia, nel profumo di zucchine e basilico al ritorno dalla spiaggia, nel mare al tramonto che ha sempre avuto ragione e mi fa sentire nuda, nel vino bianco e nella leggerezza che è stile di vita.
E arriverà magari quel giorno in cui torneranno quei passettini incerti ma saranno le mie, questa volta, le braccia a sorreggere quel corpicino panato di sabbia e salsedine che sarà la mia Amelia;
tornerà il profumo di zucchine e basilico e tornerai tu, che mi hai insegnato a cucinare;
torneranno i tuoi occhi grigi e saranno nel suo faccino paffuto e rotondo;
tornerà tutto, anche i sogni che pensavo non si sarebbero mai realizzati, della mia vita vista mare.

Arma di Taggia

 

 

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9 thoughts on “My Liguria: esserci davvero, ad Arma di Taggia

  1. MI MFA PIACERE CHE TI PIACE ARMA DI TAGGIA , MA non condivido la foto che hai pubblicato di un/a cretino/a e sicuramente anche deficente che deturpa ripeto DETURPA con una scritta un paese tranquillo.
    DETURPATO da farlo sembrare simile a quella fetenzia di MILANO con le sue polveri sottile, la sua nebbia, il suo smog, il suo cemento e il suo asfalto . LA SUA PUZZA.
    Il dover essere sempre eleganti dove l’APPARIRE e meglio che ESSERE di dare del ” barbone ” a tutti di avere una “fabbrichetta” che avanza e andare per locali alla moda a fare i cretini mettendosi in mostra come in una vetrina. Il suo stress e le sue innumerevoli allergie, il dover sempre correre .
    NOI NON ABBIAMO BISOGNO DI TUTTO QUESTO E TANTO MENO DEI GRAFITI SUI MURI.
    ANZI NOI NON VORREMMO NEPPURE I LOMBARDI E PIEMONTESI QUI TRA I PIEDI CHE CI DANNO SOLO FASTIDIO perchè tanto sono educati al loro paese tanto si comportano come ( ——- ) appena arrivano qui, che pensano che sia tutto lecito e tutto dovuto.

    Hai dato visibilità a un una cretino/a miserabile inetto/a che ha imbrattato un muro con una frase che non ha senso ma che TU hai reso VISIBILE al mondo pubblicandola quindi, per proprietà transitiva ANCHE TU SEI COME QUELLA PERSONA CHE L’HA SCRITTA CONTRIBUENDO ALLA DETURPAZIONE DI QUESTO PAESINO .
    QUI NON SIANO NE A New York E NEPPURE A MILANO , NON abbiamo bisogno di grafittari, non abbiamo bisogno di seguire la moda, NON ABBIAMO BISOGNO DI ANDARE PER LOCALI PER DIVERTIRCI.
    NOI VOGLIAMO CHE ARMA RESTI SEMPLICEMENTE ARMA,
    Noi qui non ci annoiamo mai QUINDI NON ABBIAMO BISOGNO DI FARE CRETINATE.
    Se non hai capito vuol dire che sei di MILANO o dintorni

    1. Caro G,
      Arma di Taggia non è per me una meta di vacanza, è il paese in cui sono cresciuta, e sono completamente d’accordo con te nel desiderarla “semplicemente Arma”
      Non mi sento una turista quando torno in Liguria: mi sento a casa, perché quella per me è Arma. Quel luogo in cui, finalmente, la mia anima trova dimora.
      Ogni anno che passa la vedo diversa.
      Passeggio per il lungomare e trovo novità in luoghi che, nella mia memoria, avevano un altro nome: la botteghina del calzolaio, nella stradina davanti al passaggio a livello, che ha cessato l’attività dopo decenni; la piazza che collega via Queirolo al lungomare completamente rimodernata; la panetteria dove comperavo la focaccia diventata negozio di abbigliamento.
      E’ segno che il tempo passa e, per quanto la vorrei eternamente uguale, anche Arma sta diventando grande e accoglie il futuro come qualcosa di buono che, forse, la rende migliore.
      Hai ragione nell’affermare che le scritte sui muri sono segno di maleducazione. E’ vero, non ci vorrebbero.
      Fortunatamente, non essendo Chiara Maci, la visibilità a questo gesto ineducato sarà decisamente ridotta. Grazie comunque per un punto di vista prezioso.

      Purtroppo però, nel tuo puntare il dito e nel tuo commento così drastico, non ti allontani molto dall’ineleganza del graffitaro.
      Dai dei liguri un’immagine completamente errata, simile a quel “prototipo” che viene deriso in tv e manifesto di un popolo chiuso e non desideroso di essere portavoce di una bellezza genuina.
      Amo il carattere ligure perché sinonimo di orgoglio e tenacia, di un popolo che difende ciò su cui lavora stagione dopo stagione, spesso in direzione ostinata e contraria.

      Mi piace pensare che la mia risposta al tuo commento sia una nuova chiave di lettura per vedere “i turisti” con un occhio diverso. Ci sono realtà e professioni in Liguria dipendenti da quel turismo che tu rifiuti: come farebbero i ristoranti e le stazioni balneari a sopravvivere senza quei lombardi e quei piemontesi che tu tanto odi.
      Forse allora, quello che tu combatti, è la maleducazione, che non ha geografia. Allora lì, mi trovi completamente d’accordo, nuovamente.
      Andare in vacanza non significa avere tutto a disposizione “perché pago”.
      Significa scoprire un luogo nella sua cultura ed enogastronomia.
      Significa rispettare, soprattutto, e tornare a casa arricchiti.

      Prova allora a fare come Arma, che cambia abito, si fa più accogliente ma senza perdere la sua splendida anima, anche con qualche cicatrice che non vorrebbe.
      Ti auguro una buona serata.
      D

    2. Oltre a doverti calmare, puoi anche andare a fare il fenomeno da tastiera più in la, che qui, hai fatto una figura misera.
      Il “graffittaro” almeno a qualcuno ha regalato un pensiero od un sorriso, tu sei solo un maleducato senza rispetto per gli altri, mi vergogno sinceramente per te e per la tua ignoranza sul popolo che ti circonda.

      Se la vostra amata città va a rotoli, è SOLO per gente come voi.
      Care cose.

  2. Con la tua risposta dimostri la sufficienza di come vivi la tua vita.
    un atto di teppismo e un atto di teppismo non esiste piccolo o grande .

    Qui 30 anni fa era terra di contadini, si coltivava il garofano e altri 100 fiori diversi, si coltivava l’ulivo e i terrazzamenti erano curati, i muretti a secco facevano parte del paesaggio, ognuno di noi, dico ognuno dava il proprio contributo fin da piccoli, 12 /13 e si lavorava in campagna, magaglio alla mano oppure a tirare la manica.
    Poi siete arrivati voi prima e tuttora con le stesse Fiat 128 con portabagagli montato sopra, con scatoloni si viveri pasta, salsa bicchieri e piatti di plastica , acque minerali e bibita e tutto poi ricoperto con telo mimetico e fermato con corde elastische, perchè nessuno deve vedere nessuno deve sapere , perchè deve fare il ganassa , il riccone insomma , DEVE FARE IL MILANESE. Poi deve lasciare cercare un parcheggio RIGOROSAMENTE in passeggiata, deve mettere su il parasole, i cartoni sulle ruote, qualcuno gli da anche un paio di giri di pellicola per alimenti e li lascia la macchina per tutto il mese e i residenti devono andare a parcheggiare in collina grazie a questi intelligentoni.
    QUINDI dopo la discesa dei “Longobardi al mare ” gli autoctoni hanno cominciato a aprire bar , ristoranti e agenzie immobiliari per poter spremere il più possibile questi sedicenti ricconi e per quelli che vanno al ristorante ( hahahahaha ) so io cosa vi fanno mangiare , e quanto vi fanno pagare. Ma e giusto anzi giustissimo visto che in questo periodo orde di milanesi e torinesi si riversano in riviera e lasciano le NOSTRE spiagge come immondezzai i civilissimi MILANESI dovrebbero prendere lezione di civiltà dai Napoletani, MILANESI che vengono giù con le loro mode con i loro usi e costumi, E PER TORNARE AL PRIMO RIGO DI QUESTO SCRITTO CON LA SUFFICIENZA DELL’APPARIRE .
    NOI NON VOGLIAMO LE VOSTRE MODE, I VOSTRI FUORI STRADA, I VOSTRI GRAFFITI, I VOSTRI USI E COSTUMI NON VOGLIAMO LE VOSTRE NEVROSI CHE VOLETE SFOGARE CON NOI NON VOGLIAMO NIENTE DA VOI , NOI NON VOGLIAMO NEPPURE VOI ANDATE IN VACANZA A RIMINI ANDATE DOVE VOLETE MA ANDATE FUORI DALLE SCATOLE. CHE NOI LIGURI STIAMO BENE DA SOLI .
    SE PROPRIO VOLETE MANDATECI I VOSTRI SOLDI ( gratis ) PER POSTA QUELLI LI PRENDIAMO.

    P.S.
    MA CHI CAZZO E’ CHIARA MACI ?

    1. Dev’essere brutto vivere così.
      Ovviamente, vista l’arroganza e la maleducazione imperante, ogni altro commento verrà bloccato.
      Care cose.

      1. Ancora più brutto e vivere, compiacere, dando visibilità a chi imbratta e deturpa,
        la civilissima Milano mostra il suo vero volto. La scarsa attenzione al decoro e all’estetica della loro città non spingono i milanesi a viverla la città, ma semplicemente di attraversarla di corsa dal punto A al punto B e e sempre di corsa viceversa, quindi per un milanese un graffito non e deturpazione ma fa parte dell’arredamento urbano
        Ma questi sono i valori e il senso civico dei milanesi, Milano, la capitale Morale, piena di Yuppies , sempre Trendy , piena di imprenditori, business man, con i loro 20 modi di prendere il caffe, i loro locali di tendenza, la location, la brochure, con la Dani, la Silvy , il Sergio e i loro vari TENNICI, il tennico della lavatrice, il tennico della televisione
        Ma ha Milano di questo vivete questa e la vostra vita, Milano senza imbrattamuri e come Napoli senza il mare.
        TI FACCIO UNA PROPOSTA CON GRANDE SENSO CIVICO diamoci un appuntamento e insieme cancelliamo quella orrenda scritta a cui hai dato visibiità ( porto io pittura e pennelli)
        inoltre ti prego di rimuovere la foto dal web cosi evitiamo che qualche altro Milanesizzato o Milanese in vacanza in cerca di notorietà riproponga altra arte metropolitana. Pero dopo la rimozione prendi il teno e te ne vai a Rimini che li vogliono bene hai milanesi e in Liguria ci torni dopo un profondo esame , di come vivete male ovvero Demilanesizzata.
        SE VUOI TE LO EVIDENZIO IO VOSTRO STILE DI VITA QUELLO CHE PER VOI E’ QUOTIDIANITA’

  3. Nata a Pavia, una nonna veneta, un nonno marchigiano e un certificato di adozione ligure. Co-fondatrice de Le Marchese del Gusto.Affamata e viaggiatrice, racconto il cibo e le persone con musica adeguata e un bicchiere di vino accanto alla tastiera.
    Colleziono rossetti rossi, piatti e Moleskine. Cucino scalza, bevo bollicine e sogno una vita vista mare. QUANDO HAI DATO RISALTO E RISONANZA ALLA DETURPAZIONE GRAFFITTARA (tipica milanese) MI SA CHE DI BOLLICINE NE AVEVI BEVUTO QUALCUNA IN PIU’ ALTRIMENTI NON MI SPIEGO LA NECESSITA DI PUBBLICARLA……. A DIRE IL VERO VISTO CHE LA DIFENDI TANTO, VISTO CHE VUOI FAR PASSARE L’IDEA CHE ARMA E COME MILANO, VISTO CHE NON VUOI TOGLIERLA DAL WEB, VISTO CHE CONTINUI A DIFENDERE UN GESTO INCIVILE, UNA SPIEGAZIONE ME LA SONO ANCHE DATA, UN DUBBIO MI E VENUTO ( pensare male e brutto ma spesso ci si indovina) A GUARDARLA BENE QUELLA SCHIFEZZA DI SCRITTA ,….. LA MANO COLPEVOLE SEMBREREBBE FEMMINILE…… QUINDI………CHISSA’……. PROBABILE..

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