FOOD

Taste of Milano 2016

Taste of Milano 2016

To Taste è uno dei miei verbi preferiti dell’inglese.
Significa assaggiare, provare, gustare, sentire.
Racchiude in sé un viaggio magico: quello nel sapore. quello che vorrei di ogni giornata vissuta al pieno delle meraviglie che regala.

Assaggiare predisponendosi alle novità con fiducia e palato vergine.
Senza sapere, forse immaginare. Poi lasciarsi andare, permettendo al nuovo di avvolgere il nostro gusto e cambiarlo.
Provare e sottoporsi all’incerto, come si fa con un vestito nuovo che non è detto ti stia bene.
Misurarsi con il cambiamento e sentirsi coraggiosi e vivi.
Gustare e godersi il viaggio. Godere della texture, dei profumi, delle emozioni.
Chiudere gli occhi e lasciarsi avvolgere, permettendo ai nostri sensi di esplorare terre nuove e abbandonarsi ad esse.
Sentire e usare l’istinto, cercare il piacere e la lussuria che il cibo porta con sé.
Trovarlo poi nella parte più carnale: la pancia e la memoria.

Gin012

Il mio Taste è, come ogni anno, la ricerca del nuovo, dell’esplorazione.
Mi dirigo sempre verso i locali che non conosco e cerco le firme gastronomiche che potrei poi approfondire ad una cena, accompagnata da buona musica, vino fresco e chiacchiere leggere.

Ed ecco quindi sapori nuovi, anche provati con diffidenza, come ho fatto con il Gin Tonic.
Sono una donna da vodka e BloodyMary ma davanti a Gin012 non ho saputo resistere e mi sono affidata alle mani esperte del mio gintender.
Volevo qualcosa di pepato, maschile, fresco. Come il profumo di un uomo quando ti abbraccia.
E il risultato è stato sorprendente. Alla base un Gin fighissimo: il Gin&Jonniecreato con un blend di cinque pepi, verbena, finocchio, agrumi e ginepro.
#scopertauno semplicemente WOW e tappa da provare per un aperitivo o un dopocena

 

Gin012

Poi ho iniziato a mangiare, come si confà ad una signora che desidera mantenere il suo aplomb e la sua eleganza.

Ho scelto di iniziare con la cucina di Alessandro Buffolino, chef del Ristorante Acanto del Principe di Savoia.
Ho un debole per i ristoranti degli hotel.
Intanto perché devono seguire le linee guida dell’albergo e poi perché la mia immaginazione inizia a viaggiare verso un’esperienza a 360 gradi: cena, dopocena, notte tra morbide lenzuola, colazione in camera.
Il Principe di Savoia è uno degli emblemi dell’eleganza milanese e mi aspetto, di conseguenza, una cucina curata, elegante, sobria.
Sarà così?

Alessandro Buffolino

 

Acanto Ristorante

Il piatto che mi ha attirato e ho scelto di assaggiare è stato Branzino alla rapa rossa con mayonnaise di alghe marine, patate marinate e Crodino.
La morbidezza del pesce e il sapore delicato della rapa, il contrasto sapido e marino della maionese da abbinare alla gelatina di Crodino per enfatizzarne il sapore mi hanno convinto dal primo morso. Meno convincenti le patate, ma adeguate ad essere un contorno e non un protagonista.
#scopertanumerodue da segnare in agenda per un pranzo chic in uno degli hotel più belli di Milano.

Poi mi sono dedicata alla cucina di Andrea Berton che, me tapina, non conosco ancora personalmente.
Essendo il brodo una delle mie ossessioni sono di certo indirizzata verso il suo menù brodi.
Uno dei capisaldi della ristorazione milanese come mi convincerà?

Andrea Berton

Taste of Milano

Ho preso le noci di capesante, maionese alla liquirizia e patate soffiate, anche questo come il precedente piatto icona dello chef.
Il risultato è stato confortante, perfetto, sicuro.
Le capesante delicate e saporite, erano rinfrescate dalla maionese di liquirizia che arrivava successivamente al palato come una brezza. Le patate a dare croccantezza e divertimento.
Ottimo, ma avrei preferito più carattere e personalità. Ma magari sono io che sono una donna dalle forti emozioni.
#scopertanumerotre da provare sul campo per capire se mi convince oppure no.

Infine una scoperta non scoperta in Luigi Taglienti. Lui è uno degli chef che maggiormente apprezzo per la sua audacia controllata. Dopo le varie esperienze è in procinto di aprire un ristorante tutto suo a Milano, il LUME, un luogo dove sperimentare e offrire la sua cucina nella totalità.

Luigi Taglienti

Tartufo e tiramisù

Il suo piatto icona è Tartufo e tiramisù. Sembrava la perfetta unione di maschile e femminile.
Ruvido e resistente fuori con il cacao e il tartufo grattugiato, morbido e avvolgente dentro con una crema fredda a richiamare il dolce emblema dell’italianità.
Di quella mascolinità che ti protegge e dona forza se trovi il coraggio di avventurartici; di quella femminilità intelligente che non ha bisogno di apparire ai più ma solo a chi davvero sa apprezzarla.
#scopertanumerotre spero solo che il LUME apra presto!!

 

 

 

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