LIFESTYLE

My comfort zone: scegliere il benessere ogni giorno

novembre

Novembre è iniziato decisamente bene: una giornata soleggiata, un pranzo da mia madre, un pomeriggio fatto di lavoro e una cena con amici. Cose semplici, genuine, quotidiane.
L’altro giorno leggevo un bel post di Csaba dalla Zorza sul suo blog e mi sono messa a pensare.
Il tema era il benessere e la mia foodwriter preferita indicava le sue 9 cose “hygge“, un termine scandinavo per indicare ciò che ci fa stare bene durante la giornata.
Il flusso del momento è proiettato verso il Nord Europa, sia che si parli di cucina che di lifestyle: dallo stile minimalista nell’arredamento al senso di benessere che è peculiarità dei paesi scandinavi.

Così mi sono chiesta anche io quali sono le cose che mi fanno stare davvero bene.
Questa volta non parliamo di sensazioni ma di azioni pratiche che ognuno di noi ha come rituale per la sua comfort zone.
Ecco la mia lista di 5 cose che mi fanno stare bene. La vostra qual è?

Lavorare (ma per me).

Un paio di mesi fa ho deciso di licenziarmi e credere nei miei sogni.
Non più cameriera quindi ma food writer e giornalista a tempo pieno. Giulia Scarpaleggia nel suo ultimo post dice una cosa fondamentale:

Quando ho smesso di definirmi food blogger e ho iniziato a presentarmi come food writer, food photographer e insegnante di corsi di cucina ho fatto un salto enorme nella consapevolezza e nell’accettazione di me stessa. Non è questione di essere presuntuosi, ma di chiamarci con il nome che ci spetta e che meglio ci descrive. Smettere di definirmi food blogger mi ha allontanata dalla competizione a volte troppo spinta, dalla paura di non essere accettata, dall’ansia di non appartenere a un gruppo. Il blog è uno dei miei canali di espressione, dove raccolgo parole, pensieri e immagini, ricette e ricordi, è il mio posto nel mondo, ma non sono soltanto una blogger.

Ecco dunque il mio nuovo percorso: la scrittura professionale, lo sviluppo di ricette, la promozione di una cultura gastronomica che è quella marchigiana.
E poi questo blog certamente, che vedo come valvola di sfogo e non come sbocco professionale.
Questa è la mia comfort zone: qui ci sono le ricette che preferisco, i posti che amo, i miei pensieri più profondi.
Qui scrivo quasi come flusso di coscienza e desidero tenermi la libertà di farlo quando voglio.
Non scrivo in modo professionale ma con la pancia e racconto di me quando ne sento l’esigenza, quando una torta profuma di ricordi, quando un luogo è talmente suggestivo che ho voglia di consigliarvelo.
Si potrebbe essere più felici?

Fare il brodo.

Da poco ho scoperto che amo fare i brodi. Ancora più che fare le torte.
E’ il mio senso dell’autunno profumare la casa di chiodi di garofano e coccolare chi amo con dei tagliolini in brodo o un risotto fatto a regola d’arte.
Ovviamente ciò ha un rituale ben preciso: candele accese, musica di sottofondo da Spotify, luce della cappa a dare ulteriore calore. E poi il caldo che arriva dall’acqua che ribolle, il profumo che si espande per tutta la cucina, il mio libro del momento o il post sul blog da scrivere.

Passeggiare

Da casa mia al supermercato del paese c’è poco meno di un km.
Cerco quindi di fare la spesa quasi giornalmente in modo da godermi una passeggiata con la mia musica preferita.
Questo mi permette di dedicare a me stessa una mezz’oretta di aria fresca tra una seduta al computer e una in cucina, mi concede la bellezza della frutta e della verdura di stagione da scegliere con calma, mi regala una seduta gratuita di ginnastica ben lontana dalla palestra.

Essere off-line

Lavorare con il web e i social network quotidianamente richiede pause off-line almeno un giorno a settimana.
Niente computer per scrivere ma Moleskine e penna.
Niente Instagram ma una Polaroid e i colori della stagione.
Niente Kindle ma un buon libro con i suo profumo.
E possibilmente niente cellulare.

La mia Home-Spa

Si parte dalla routine del mattino per arrivare al lungo bagno della sera.
Ciò che conta è concederci del tempo senza fretta, a costo di alzarci un po’ prima: è il gel contorno occhi massaggiato bene, la crema idratante tamponata con delicatezza, la maschera viso almeno una volta a settimana, un bagno rilassante con scrub annesso e il doccia schiuma preferito.
Non serve andare alle terme per trovare il relax interiore.
Basta chiudere il mondo fuori dalla porta del bagno.

 

 

 

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