cucina

La sofficità dei croissant fatti in casa

Il tovagliolo a sinistra

Ho passato una settimana notturna. Non un modo di dire ma proprio uno stile di vita. Per esigenze familiari sono dovuta rimanere sveglia tutta la notte e, anche ora che scrivo, sono le 2.15 di mattina.
Ci sono cose che apprezzo: il lavoro, ad esempio, va come un fulmine. Nessuno ti disturba, il citofono non suona, i vicini non urlano.
Tutto è silenzioso, soffice e gentile.

Ora ho la luce tenue di una lampada da terra, la musica della pioggia e delle onde che si infrangono sugli scogli, le parole che scorrono sui tasti.
So per certo che di giorno non potrei godere di tutto questo tempo.
Ma so anche che la luce del sole mi manca.

Mi manca il rituale della mattina.
Adoro svegliarmi lentamente e lasciare che i suoni del giorno arrivino piano e si scontrino con le palpebre ancora chiuse. E da quelli capire in quale città sono.
Adoro la temperatura perfetta del corpo sotto il piumone.
Adoro stiracchiarmi come i gatti e sentire la pelle scrollarsi di dosso la notte.

letto-disfatto

Poi adoro il rituale del caffè.
Alzarmi dal letto ancora stropicciata, guardarmi allo specchio e vedere una montagna di capelli come il mare dopo il temporale, scrutare il mio volto come il peggiore dei giudici.
Poi fuggire in cucina in punta di piedi e partire come un automa in gesti ormai mnemonici, fatti mentre i pensieri vagano ben lontani da quella stanza.
La caffettiera da aprire, il fondo del caffè buttato con quel battito di tamburo in una melodia conosciuta, l’acqua tiepida che riscalda le mani, il numero di cucchiaini colmi di polvere color ebano.
Poi l’attesa, appoggiata di schiena al banco da lavoro.
E quel profumo maschile che sembra accarezzarti la gola e sussurrarti all’orecchio: “Buongiorno”.

Poi, la perfezione.
Il calore deciso del caffè, spartiacque tra un mondo operativo e uno inefficiente, alternato alla sofficità dei croissant fatti in casa.
Veloci, certamente, che a preparare la pasta sfoglia ci voglio arrivare poco a poco, ma ugualmente efficaci.
Personalizzati, con granella di nocciole e miele all’interno.
E soprattutto ancora caldi di forno, con il vapore che esce ad ogni morso e gli strati di sfoglia come ultime lenzuola prima che il giorno inizi davvero.

Croissant fatti in casa

PETIT CROISSANT HOME MADE

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
ripieno a piacere: miele, crema di nocciola, marmellata
latte per spennellare
granella di nocciola (facoltativo)

Accendi il forno a 200 gradi in modo che arrivi a temperatura.
Stendi la sfoglia e, con un coltello, inizia a tagliare circa 6 triangoli regolari (o 3 grandi per ottenere una classica brioche).
Sulla base di ogni spicchio adagia un cucchiaino di ripieno e inizia ad arrotolarli verso la punta del triangolo.
Piegali a mezzaluna e depositali su una teglia coperta da carta forno.
Spennella con il latte e, se lo desideri, aggiungi in superficie granella di nocciola.
Inforna per 20 minuti (o comunque fino a doratura).

Ora una nuvola di zucchero a velo, prepara il vassoio con il caffè, i mini croissant e la spremuta d’arancia appena fatta, e vai a dare il buongiorno all’amore della tua vita.
O torna a letto e goditi te stessa.

 

 

 

 

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3 thoughts on “La sofficità dei croissant fatti in casa

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