TRAVEL

Il lago di Ledro

Ho scoperto un luogo meraviglioso quest’estate: la Valle di Ledro, in Trentino.
Anno dopo anno, sto imparando ad apprezzare la montagna d’estate: le lunghe passeggiate nel verde, le temperature più miti a donare un attimo di tregua, il cibo che ti regala una parentesi autunnale persino nel bel mezzo d’agosto.
Ho scoperto poi che la perfezione la raggiungo se, insieme alla montagna, c’è un lago.
E’ stato così lo scorso anno sul lago di Molveno e quello precedente a Carezza.
Ormai è chiaro che una chiazza d’acqua, per me, è imprescindibile.

Arrivare a destinazione e abbinare agli shorts un maglione avvolgente.
Non riuscire ad attendere per mangiare canederli, formaggi e strudel di mele.
Scaldare la sera con un bicchiere di Lagrein.
Dormire avvolta nelle lenzuola ma anche in un piumino leggero.
Poi camminare, camminare tanto.
E respirare a pieni polmoni l’aria pura, che in città è solo un miraggio.
Infine, perché comunque è estate, tornare in riva al lago e sedersi a terra per godersi “the Golden hour”, quando il sole si rifugia dietro le montagne e le gonfia di sfumature caldissime che si rispecchiano nell’acqua.


Cosa fare sul Lago di Ledro

La Valle di Ledro è tutto questo: una palette di colori che si fondono insieme, profumi fragranti, paesaggi mozzafiato, cibo genuino.
Ma una cosa per volta!
Prima di avventurarvi ricordate di acquistare la mappa dei percorsi all’ufficio del turismo più vicino a voi; torna davvero utile per orientarsi.

Il primo percorso mi ha portato alla cascata che vedete nella foto qui sopra.
Partendo da Tiarno di Sotto, a 725 m slm si procede verso il Gorg d’Abiss, ben segnalato da cartelli e indicazioni. Un percorso relativamente semplice se paragonato a quello di cui vi parlerò tra pochissimo.
Un’immersione nel verde che dura circa 15 minuti; il panorama intorno a te lentamente si scurisce. Il colore dell’erba si fa più intenso, la strada diventa sempre più sterrata e si affianca a un fiumiciattolo che ti fermeresti ad ascoltare per ore.
Poi la cascata, che semplicemente appare davanti a te, tanto minuta quando prepotente.

 

Tornando indietro noterete le indicazioni per il Ponte Romano (sono proprio all’inizio del percorso).
La faccenda si complica leggermente, con un dislivello che porta a 1000 m slm e la pendenza della strada che diventa un po’ più impegnativa (e richiederà qualche pausa per riprendere fiato).
Ma sarà bello e la passeggiata vi permetterà di raccogliere i pensieri e godervi il silenzio interrotto solo dallo scroscio dell’acqua.


Il secondo percorso invece parte dal Rifugio Garibaldi di Tremalzo (1519 m) e arriva alla Bocca Caset per scoprire il centro di inanellamento che il Museo di Scienze di Trento ha istituito per studiare le rotte migratorie dei piccoli uccelli alpini.
Non contenta ho virato verso la malga, inseguendo i campanacci delle mucche. Adoro vederle nel loro habitat, libere di pascolare, consapevole che tutto ciò regalerà al formaggio un sapore genuino, ricco e sincero.


Cosa fare nella Valle di Ledro

Il lago di Ledro è famoso per le sue palafitte per cui è stato recentemente dichiarato Patrimonio dell’Unesco (foto della copertina).
A Molina di Ledro, oltre alle palafitte stesse, si trova il Museo delle Palafitte ottimo punto di partenza per scoprire l’età del Bronzo, le usanze delle popolazioni e gli aspetti della vita quotidiana.

Un’altra opzione è vivere il lago dall’acqua: noleggiare una canoa o un gommone (ma anche una barca a vela se si ha la patente) e girare liberamente, farsi una nuotata nelle calde ore del pomeriggio.
Plus del lago è una sorta di bau beach dedicata agli amori pelosi: basterà allontanarsi leggermente dalla “spiaggia” più popolata per trovare calette facilmente raggiungibili per rimanere soli con il proprio amico.


Cosa mangiare a Ledro

Mi sono innamorata del cibo e del modo in cui viene vissuto nella Valle di Ledro. Tutto è il più possibile a chilometro zero: perché è più buono e perché vale la pena valorizzare il territorio anche a tavola.
Tutte le aziende possono essere visitate, se contattate con il giusto anticipo, e vengono organizzate visite guidate appositamente in un contesto turistico-gastronomico.
Le cose da non perdere:

  • La polenta di Storo: la troverete praticamente ovunque. Ha un sapore rustico che ben si abbina a formaggi grigliati e funghi. Inutile dire di portarne a casa una confezione. Simile alla taragna, è ricavata da pannocchie dai chicchi di colore particolarmente rosso.
  • la birra artigianale di Leder: prodotta proprio a Ledro, ha un packaging accattivante e un gusto ancor di più. Ho assaggiato la Bugatina e me ne sono innamorata. Anche da meditazione vista lago.
  • lo yogurt da bere dell’azienda agricola Mora: oltre a una bella dose di formaggi con cui riempire il bagagliaio, ho passato un pomeriggio bevendo il loro yogurt ai frutti di bosco e latte di pecora (la mia intolleranza al lattosio e il mio palato erano entusiasti).
  • la carbonara di pesce al ristorante Al Lago: ho mangiato qui praticamente tutte le 3 sere che sono rimasta a Ledro. Ciò che mi ha tolto il sonno (insieme alla polenta si intende) è stato lo spaghetto con carbonara di lago: salmerino, trota e coregone che regalavano una struttura e una affumicatura che mi ha perseguitata nei sogni dei giorni seguenti. Se doveste mangiare solo un piatto, di certo vi consiglierei quello! Con la Birra del birrificio artigianale di Leder.

 

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